Aristotele – Ethos, Logos, Pathos – le tre categorie di analisi della comunicazione persuasiva, del primo vero Scienziato della Comunicazione

Ethos, Logos, Pathos: le prime tre variabili fondamentali per analizzare un messaggio e la comunicazione

Se una persona ama definirsi scienziato deve procedere nel “variables reasoning“, il ragionamento per variabili. Deve quindi prendere un risultato, chiedersi quali fattori lo possono determinare, e testarli.

il Greco Aristotele (Stagira, 384 a.C. o 383 a.C.[2]Calcide, 322 a.C.) può essere considerato il primo Scienziato nelle Scienze della Comunicazione, grazie all’individuazione delle tre grandi categorie di variabili che rendono un messaggio persuasivo ed efficace.

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Approfondimenti sulle variabili, da fonte Wikipedia

Diversamente da Platone che le rifiutava il titolo di techne, Aristotele definì la retorica «la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto».[35] Egli distolse l’attenzione dal considerare la retorica una mera arte della persuasione, incentrando invece l’analisi sullo studio dei mezzi di persuasione, strumenti indipendenti dall’oggetto dell’argomentare.[36] La retorica riacquista così una funzione propria, autonoma dalla filosofia e in stretta relazione con la dialettica, della quale è da considerare la controparte. Il merito di Aristotele è quello di aver raccolto in un sistema organico tutte le scoperte fatte fino ad allora dai retori, sottolineando come la retorica debba essere una tecnica rigorosa

Ethos

Ethos (ἦθος) è un termine greco originariamente significante “il posto da vivere” che può essere tradotto in diversi modi. Può significare “inizio”, “apparire”, “disposizione” e da qui “carattere” o “temperamento”. Dalla stessa radice greca deriva il termine ethikos (ἠθικός) che significa “teoria del vivere”, da cui il termine moderno etica.

In retorica ethos è uno dei tre modi di persuasione; gli altri sono logos e pathos e sono indicati nella Retorica di Aristotele come componenti del ragionamento. Per prima cosa l’oratore deve instaurare ethos. Da un canto questo può voler dire capacità morale, ma Aristotele amplia il significato sino a includere competenza e conoscenza. Egli rimarca espressamente che l’ ethos sarà raggiunto soltanto da quello che l’oratore dice e non da ciò che la gente pensava del suo carattere prima che egli cominciasse a parlare. Questa asserzione è spesso confutata e altri scrittori di retorica sostengono che l’ ethos è connesso alla morale e alla storia dell’oratore (cfr. Isocrate).

Quando dobbiamo decidere se un argomento è utile, bisogna chiedersi che ethos l’oratore sia riuscito a stabilire. Violazioni dell’ethos possono implicare le seguenti situazioni:

  • L’oratore ha un diretto interesse nell’uscire da una discussione (per esempio una persona si dichiara innocente di un crimine del quale è stato accusato);
  • L’oratore ha un interesse particolare per uscire dalla discussione;
  • L’oratore non ha competenza (per esempio un avvocato nel parlare della diminuzione della forza di gravità in un’astronave sarà meno convincente di un astronauta).

Si sarà notato che respingere un argomento basato sulle suddette violazioni dell’ethos è un errore formale che invalida il respingimento dell’argomento.

Pathos

Pathos [πάθος, pathos] (dal greco πάσχειν “paschein“, letteralmente “sofferenza” o “emozione”) è una delle due forze che regolano l’animo umano secondo il pensiero greco. Esso si oppone al Logos, che è la parte razionale. Il Pathos infatti corrisponde alla parte irrazionale dell’animo.

Per gli antichi greci questa “forza emotiva” era strettamente collegata alle realtà dionisiache o comunque dei riti misterici. Per questo il Pathos indicava tutti gli istinti irrazionali che legano l’uomo alla sua natura animale e gli impediscono di innalzarsi al livello divino.

Nell’Italiano moderno può assumere il significato di carica emotiva e di commozione derivati dalle rappresentazioni teatrali e delle arti figurative in genere, il sentimento insito in un’opera. In epica, quando si parla di pathos, si intendono quelle sequenze della vicenda più cariche di emozioni, come quando si descrive qualcosa di triste, una sofferenza.

Retorica

Pathos è uno dei tre modi di persuasione nella retorica, insieme all’ethos e al logos. Il Pathos si rivela nell’emozione suscitata nell’ascoltatore. Fa parte della filosofia aristotelica applicata alla retorica.

Le reazioni emozionali possono avvenire in due diversi modi:

  • con una metafora o con il racconto di un aneddoto;
  • con l’uso di un intercalare pregno di passione nell’avanzare di un discorso.

Un uso comune del Pathos in un argomento avviene quando l’auditorio non è d’accordo con le posizioni dell’interlocutore.

Altre risorse su:

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