Kickboxing MMA Ferrara Copparo, Maestro Daniele Trevisani, Tecniche 01

Master Daniele Trevisani https://daoshi.wordpress.com/ Corso Kickboxing MMA Ferrara. Copparo. Sequenza colpi braccia jab diretto ganci montanti

I temi fondamentali del Potenziale Personale (temi collana Audiolibri)

 

SESSIONI DI COACHING 1, Collana Audiolibri Area 51 Editore

disponibile a questo link

INDICE DELLA SESSIONE

Presentazione di Daniele Trevisani

In questa prima traccia Daniele Trevisani, l’autore di questo programma

audio, si presenta a te e ti racconta il percorso che lo ha portato a essere

un coach internazionale, esperto di crescita personale, potenziale umano

e comunicazione.

Presentazione del programma audio

Nella seconda traccia Daniele ti presenta il suo programma audio e la

sessione di coaching dove, con un linguaggio diretto e coinvolgente, ti

parlerà di crescita personale e ti suggerirà diversi strumenti per la tua ri-

cerca interiore e per sviluppare il tuo potenziale.

La spia rossa

Il tuo cruscotto personale cosa dice? La spia rossa è quel senso di disagio

che ti indica che qualcosa non va. Questo è uno strumento fondamentale

per capire cosa non va e cosa hai in te che può essere espresso e che ti

può aiutare nel tuo progresso personale. Parti da qui per esprimere il tuo

potenziale personale.

Il progresso personale

In questa traccia Daniele ti spiegherà cosa è il progresso personale, come

innescare il percorso verso la tua realizzazione, verso ciò che per te e solo

per te è importante. Ti sprona a focalizzarti sul tuo personale significato

di progresso e a non avere paura del cambiamento.

Ascolta la nave

Tu sei il solo comandante della tua nave: il tuo corpo, la tua mente e la tua

anima. Imparare ad ascoltare la tua nave significa ascoltare quello che

davvero è il tuo destino. Solo così potrai tracciare la rotta del tuo progres-

so ed essere il capitano della tua vita.

Una visione olistica delle performance

Ogni tua azione, ogni tuo progetto e ogni tuo successo sono il frutto di

un insieme di fattori. Con il metodo HPM elaborato da Daniele avrai una

visione d’insieme (olistica) degli elementi che fanno di una performance

un’ottima performance. Applica questo nuovo approccio a ciò che fai e il

successo è assicurato.

Il mondo dell’intangibile che cambia la performance

Ogni prestazione possiede un fattore di potenza superiore, questo fattore

è ciò che ti spinge oltre, quella forza che possiedi ma di cui a volte non sei

consapevole. Qui Daniele ti spiegherà come attivarlo e usarlo per cambia-

re in meglio ciò che fai e come lo fai.

Dieta comunicazionale

La dieta comunicazione è un aspetto molto serio quanto poco trattato. In

questa traccia Daniele ti indica il corretto modo di informarti e valutare ciò

che i media ti propongono per evitare di perdere il senso di ciò che stai

facendo, di ciò che desideri e di ciò che stai creando.

La spirale del silenzio

Il concetto di spirale del silenzio, elaborato negli anni Settanta da Noelle-

Neumann, mostra come più un tema viene evitato dai media e nelle

conversazioni e più si allontana dalla mente delle persone fino a sparire.

A partire da questo Daniele ti invita a ritrovare, approfondire e diffondere

argomenti importanti di crescita e di avanzamento per te e per il mondo.

I 2 Livelli della Felicità e la ricerca della Formula Scientifica della Felicità, anteprima editoriale

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“Dunque, in estrema sintesi, pur nella diversità dei diversi punti di vista, si possono considerare due possibili concezioni di felicità (e le posizioni espresse dai diversi filosofi si possono collocare in un continuum traquesti due estremi):
– una felicità esterna, derivante da conseguimenti esterni, focalizzata sul piacere, che siconcretizza in una gratificazione fisica o emotiva immediata, e come tale cessa quando viene meno l’oggettodella stimolazione. E…
– una felicità interna: un appagamento interiore derivante dal fatto di sentirsi in armoniacon se stessi e con il mondo, nel percepire un significato nella propria vita, con i propri valori, e come tale piùduratura e più di lungo periodo.
Probabilmente il segreto sta nel non escludere nessuna delle due dimensioni della felicità, ma nel trovare un
proprio equilibrio in entrambe.”
(Daniele Mattoni, dal libro in costruzione, Franco Angeli editore).
L’autore svolge molte altre riflessioni e vedrete quanto saranno utili.

 

L’autore dopo avere evidenziato le molte ricerche che evidenziano quanto sia bassa la correlazione tra felicità e ricchezza materiale, quando mancano valori (ricerche empiriche e scientifiche), espone altri dati fondamentali
“Alcuni tra i più importanti ricercatori in questo campo – Seligman, Lyubomirsky e Diener – hanno elaborato una propria formula della felicità, che può essere così espressa:
F = P + C + A

dove P è il punto determinato neurologicamente, C rappresenta le condizioni di vita e A sono le attività volontarie.

Secondo questa formula esisterebbe una base organica che definisce il grado naturale di felicità di un individuo, una sorta di predisposizione cerebrale alla felicità o all’infelicità: una tendenza abbastanza radicata a vedere – in una stessa situazione – il bicchiere mezzo pieno oppure il bicchiere mezzo vuoto. Secondo
alcune stime questo fattore P – questa sorta di “timone genetico” – inciderebbe per circa il 40% sulla felicità di un individuo. Tuttavia, il cervello e i geni non sono strutture fisse, ma plasmabili col tempo. La ricerca stessa ha dimostrato che questa “quota fissa” di felicità/infelicità è in realtà modificabile da alcuni fattori, in primis:
– una terapia cognitiva, che aiuti l’individuo a mutare alcune sue convinzioni limitanti, che rafforzano il pessimismo, sostituendole con altre più positive e più vicine alla realtà;
– la meditazione: sedere tranquilli, lasciare andare i pensieri e guardarsi dentro produce notevoli effetti fisiologici e condiziona il cervello in vari modi, tutti positivi: attiva la corteccia pre-frontale, sede del pensiero superiore, che stimola il rilascio di neurotrasmettitori: dopamina (antidepressivo), serotonina (stimolante dell’autostima), ossitocina (ormone del piacere), oppioidi naturali (antidolorifici naturali)”.
In conclusione, si tratta di un libro davvero eccezionale, scritto da un autore preparatissimo, e invito tutti alla presentazione che faremo assieme a Roma e Milano.
Per rimanere aggiornati sull’uscita, iscriversi qui alla rivista online gratuita http://eepurl.com/b727Pv

Rivista Communication Research 1/2017

Novità del mese: Audiolibro sul Potenziale Personale presso Area 51 Editore

Presso questo link puoi accedere alla pagina dove l’audiolibro è in offerta ad un prezzo simbolico, con un kit di contenuti davvero interessanti, dispense e alcuni altri contenuti speciali. L’editore ha davvero voluto fare un pacchetto di valore estramamente interessante, addizionando l’audiolibro con una traccia sulla bioenergetica, audio guidati di mindfulness e tecniche di rilassamento, e dispensa di oltre 70 pagine, per cui davvero un insieme di strumenti vari.

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Speciale Video per la crescita personale

In questo numero, offriamo diversi video gratuiti su alcuni temi del Coaching, dello sviluppo personale, e delle aree collegate (psicologia, comunicazione, leadership)

Nuovi articoli Area Sviluppo Personale, Coaching, Counseling, Leadership

Le aree del coaching HPM, in 5 minuti

Daniele Trevisani – Le 6 aree del coaching HPM in meno di 5 minuti. Qui il link all’audiolibro completo http://affiliationsoftware.net/area51editore/script/redirect.php?a=LY62R&b=IdG3L

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Concetto di partenza: Le 3 zone del cambiamento

  • Zona 1: rimuovere, abbandonare, disapprendere, lasciar andare, disfarsi di…
  • Zona 2: consolidare, mantenere, aggrapparsi a, rafforzare, ancorarsi a…
  • Zona 3: acquisire, imparare, apprendere, assimilare, far entrare…

Riflessioni operative:

  • analizzare cosa il soggetto (persona o sistema) deve disapprendere, abbandonare, eliminare dal proprio modo di essere, di agire o pensare; valutare le difficoltà sottostanti nel farlo, gli ancoraggi che rendono il cambiamento difficile, le pulsioni profonde;
  • analizzare e rafforzare gli ancoraggi di identità, di comportamento e di atteggiamento, sui quali si costruisce la propria solidità interiore;
  • valutare i bisogni di apprendimento, sia come conoscenza da immettere, che come comportamenti o atteggiamenti da far entrare per produrre sviluppo positivo.

Il metodo HPM per il Coaching

Di Daniele Trevisani

Il metodo HPM è il metodo più moderno e scientifico per il Potenziale Umano. Il suo sviluppo, non viene da oggi. Il metodo è debitore verso scienziati e pensatori che mi hanno preceduto. In particolare, l’impostazione di fondo della psicologia umanistica di Carl Rogers, soprattutto per il concetto di pulsione verso la realizzazione di sè. Contiene tuttavia una forte integrazione di metodi manageriali contemporanei, e di metodi derivanti dalle scienze della preparazione sportiva – in particolare dagli sport agonistici, competitivi, e persino sport estremi – ma anche assimilazioni e contaminazioni da discipline sia classiche che di confine, come la bioenergetica, il lifecoaching, le neuroscienze, la filosofia cognitiva, la semiotica, e la medicina olistica.

Dare corpo ad un metodo integrato e olistico è l’obiettivo del sistema HPM.

La sigla HPM comprende il senso del “dare forma”, costruire o modellare (Modeling), ma anche produrre impulso e stimolazione positiva.

Si applica, a seconda degli scopi sottostanti, al fronte del potenziale umano (Human Potential Modeling), o al lato della prestazione umana (Human Performance Modeling)[1]. È utile quindi sia per chi vuole sostenere i clienti classici dei centri fitness (nei segmenti upper e middle soprattutto) e anche per chi opera in club e associazioni di sport di gruppo e agonistici, e in sport di squadra.

I due lati della medaglia sono corrispondenti, in quanto l’accesso al proprio potenziale è la base per il benessere personale, e consente anche di fornire a se stessi e agli altri prestazioni efficaci.

Il principio fondamentale del Life Coaching risponde al bisogno primario di ogni persona di liberare e crescere le risorse individuali, essere se stessi nei propri lati più creativi, dare il meglio di se, essere al massimo livello possibile, accedendo a nuovi livelli di benessere, autorealizzazione, di pienezza della vita.

In pratica, si tratta di un viaggio verso la libertà.

 

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto

perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.

 

Charles Bukowski

 

Parole piene di senso, ma come lavorarvi concretamente? Per creare dei LifeCoach capaci di agire nel campo del fitness, serve formazione, non improvvisazione. Lo stesso nel coaching sportivo. Serve metodo e base scientifica.

In particolare, il metodo HPM risponde ad alcune domande di base: quali fattori primari prendere in considerazione per liberare il potenziale e di conseguenza le performance? Come si può attivare una buona formazione e un coaching per stimolare la crescita? Questo vale sia per chi opera nelle performance di elite (top management, sport agonistici, progetti di altissima rilevanza) che per la vita quotidiana, e le azioni di tutti i giorni.

È convinzione diffusa che le performance siano sforzi destinati ad un fine. Vero, ma proviamo per un attimo ad invertire il punto di vista, ed osservare le performance umane come un “termometro”, un indicatore del grado di libertà e di auto-espressione raggiunto.

Questo ci permette di trovare un fine molto più nobile che non siano prestazioni aride e fini a se stesse: l’elevazione verso livelli di energie, competenze e cause superiori, sia in senso materiale che spirituale.

Le sei aree primarie del metodo (divise in tre macro aree: energie, competenze, direzionalità) valgono sia per le prestazioni fisiche che per quelle mentali o intellettuali. Ed inoltre, si prestano ad una analisi delle performance sia individuali che di gruppo.

Vorrei esprimere un concentrato di senso in una frase su cui discutere:

 

Le performance sono un grande banco di prova per la condizione umana…

ci parlano dell’anelito umano a crescere,

esplorare nuovi orizzonti, ricercare.. capire chi sei…

 

Ogni allenamento di ogni settimana, ogni sfida aziendale, sportiva, o personale, ogni progetto, ci costringe a valutare il nostro stato di preparazione e le nostre energie.

Il viaggio verso la crescita delle energie umane, fisiche e mentali, è un percorso di esplorazione appena iniziato. Ognuno può progredire partendo da qualsiasi stato o condizione. Qualsiasi sia la condizione di partenza, non smettere di credere in se stessi, nella possibilità di crescere, di migliorare, di fare dei salti in avanti, è la sfida primaria.

Le 6 aree di lavoro del metodo HPM per il coaching

Una riflessione sul concetto di salute, di fitness, di benessere

L’unione tra ricerca scientifica e i “test di realtà” attuati sul campo in una esperienza ultaventennale ha permesso di individuare sei specifiche aree di lavoro.

  1. Energie fisiche: le energie corporee sono il substrato fondamentale per mettere in atto qualsiasi azione o volontà, anche intellettuale. Persino il pensiero e le attività mentali sono processi che utilizzano energie biologiche, la qualità del sangue, l’ossigeno, i nutrienti, il respiro, sono tutti fattori che incidono sulla qualità del pensiero, sulla lucidità e sul benessere anche mentale. Pensare, progettare, ideare, richiede energie e biologia attiva, ben funzionante. Nessuno può liberarsi del proprio corpo, e quindi è meglio averlo come alleato anziché come nemico, come propulsore anziché come palla al piede, al massimo livello possibile. Le prestazioni prevalentemente intellettuali o manageriali tendono a snobbare il corpo e sottovalutare le energie corporee, così come le performance fisiche snobbano quelle mentali. Due gravissimi errori. Nel metodo HPM ci concentriamo su alcune domande: come è possibile migliorare la percezione e la sensazione dell’esercizio, la sua positività (trainig experience)? come entrano in scena le energie corporee nelle performance, anche in quelle intellettuali? Come è possibile aumentarle? Come agire sul proprio stato fisico, sulla condizione del corpo, o condizione bioenergetica?
  2. Energie mentali: se il “poter fare” dipende in larga misura dal livello di energie fisiche, il “voler fare” richiede accesso alle energie mentali. È indispensabile quindi esaminare il fronte psicologico della prestazione e del benessere individuale. Quali sono i fattori che generano motivazione e demotivazione? Quali interventi concreti sono possibili? Se riusciamo ad isolare variabili in grado di generare o ridurre le energie mentali avremo aperto una via determinante per capire meglio come funziona l’uomo e cosa si rompe nel funzionamento della persona e delle organizzazioni quando essi non riescono a raggiungere i propri obiettivi. Coltivare energie mentali e motivazionali è essenziale per portare le persone a programmi di lungo periodo nei centri fitness, tenerli legati ad essi con percorsi di sviluppo, di lungo periodo, con varietà di esperienze e di stimolazioni.
  3. Micro-competenze: le energie diventano utili e concrete quando le sappiamo tradurre in azione, e questo richiede competenze. Trasformare energie latenti in energie applicative richiede specifiche abilità. Dobbiamo quindi esaminare la realtà microscopica dei comportamenti e del pensiero, sviluppare tecniche di focusing per riuscire a scovare le abilità di dettaglio in grado di fare la differenza. Si tratta di una vera e propri “caccia” ai dettagli lavorabili ed allenabili, alle cose che di se stessi altrimenti sfuggono. Come scoprire le “componenti allenabili” di una performance? Come attivare il “microscopio mentale” e il “microscopio comportamentale”? Quali spazi apre la “Mental Analysis” per capire quali sono i sistemi di pensiero e atteggiamenti mentali più efficaci nel liberarsi da blocchi e catene? È indispensabile aiutare i clienti ad individuare dettagli di lavoro che alimentano i risultati e il senso di efficacia, e questi produrranno valore aggiunto rispetto ad indicazioni vaghe ed inefficaci.
  4. Macro-competenze: i dettagli sono importanti, ma senza visione d’insieme rischiano di diventare accessori vuoti. Ogni sfida richiede un profilo di competenze adeguato. Come fare una buona analisi delle competenze richieste da un ruolo che cambia? Come cambia il ruolo di vita di una persona? Perchè ad un certo punto sente il bisogno di intervenire sul suo corpo o sul stile di vita, o sulla sua salute? Dove sono i gap di competenze da colmare? Siamo certi di sapere esattamente quali sono le nostre competenze mancanti? Se ci liberiamo dal male della presunzione, tutti noi possiamo diventare consapevoli di non sapere. Spesso gli incidenti critici (critical incidents), le fasi di malessere, i test di realtà, le cadute, ci segnalano che qualcosa non va. I LC e i CA sono cacciatori di critical incidens e li utilizzano per smuovere la motivazione e la voglia di apprendere. Sia in questi casi, che nella vita quotidiana, chiediamoci cosa è bene imparare. Rimaniamo aperti. Howell[2], nell’introdurre il concetto di unknown incompetence (ciò che non sappiamo di non sapere) ha fatto un regalo ad ogni essere umano, stimolandolo ad andare a cercare i suoi punti ciechi nascosti. Quali sono quindi le cose che ci sfuggono di noi stessi? Quali sono invece i punti di forza personali su cui fare perno? Che tecniche di analisi utilizzare per scoprire cosa manca alla propria realizzazione personale nel cliente, e collegare questo al pianeta fitness?
  5. Progettualità e concretizzazione: stupende idee che non trovino mai soddisfazione e applicazione in un progetto distruggono anziché costruire. Niente è più deleterio del rimanere costantemente in uno stato di tensione latente, di pulsione bloccata, un tendere a…sempre incompiuto, una attivazione castrata, un adagiarsi nella sofferenza senza che mai si provi un avvicinamento all’oggetto o condizione desiderata, ad uno stato superiore. Giorno dopo giorno si distrugge e muore chi non tenta di vivere una vita a pieno. Occorre quindi trovare sfogo applicativo, liberazione progettuale, determinazione, sviluppare le tecniche per canalizzare le energie in goals concreti. Che caratteristiche devono avere i progetti che puntano a conseguire risultati? Vogliamo finalmente mettere mano alla nostra capacità di concretizzare? Vogliamo aiutare i clienti a farlo davvero?
  6. Visione e ideali: energie e competenze sono importanti, ma senza passione per una causa sono come auto pronte al via senza un guidatore, viandanti senza una meta e senza un perché. Occorre stimolare e riscoprire gli ancoraggi profondi ai valori, e ad una causa, la sacralità di una missione, persino la sacralità dell’esistenza e della vita, di cui la persona con il suo corpo e mente è una espressione. Le performance sono atti vuoti o ancorati ad un disegno superiore? Ha senso un singolo allenamento o esso è parte di un disegno di coltivazione di un sè cui tendere? Esiste una “spiritualità” delle performance, un “fuoco sacro” che alimenta energie e motivazione? Diamo un senso a quello che facciamo? Possiamo cogliere un motivo denso di significato? Se ci sentiamo inutili venditori di fumo non andremo mai da nessuna parte. Se troviamo invece il modo di essere di aiuto a qualcuno, di dare senso, o di lottare per qualcosa, diventiamo pieni di forze. Ancorare l’azione ad ideali significa riconoscere il bisogno di esistere per un fine. Le performance sono destinate a svanire nell’istante, mentre invece una causa è eterna. Vi sono atleti che sperimentano il contatto con una realtà superiore ogni volta che entrano nelle quattro mura di una palestra, e sanno che il loro allenamento sarà una forma di preghiera e di contatto con il proprio Dio, o anche solo con le forze primordiali della natura. Lo stesso può accadere nell’impegnarsi in un progetto aziendale o personale. Quando questo collegamento mistico accade, le energie si sprigionano, i miracoli sono dietro l’angolo.

Costi e benefici viaggio verso l’emancipazione

Ogni sfida ha un costo, ma perché arretrare se la prospettiva è la liberazione del potenziale personale? Esiste forse qualche motivo per non provarci?

 

L’inferno è svegliarsi la mattina e non sapere perché esisti…

Dal film: “Sin City” di Robert Rodriguez

 

Nessuno ha il diritto di giudicarci secondo la morale comune e dirci che non andiamo bene, che non possiamo provarci, non siamo abbastanza…. chiunque invece ha il diritto – e ce ne farà un grande dono – se ci dirà con onestà (magari anche sbagliando, ma con sincerità) che ha visto in noi un potenziale e gli piacerebbe vederlo dischiudersi, e darci stimoli verso la libertà, attivi verso l’emancipazione, intolleranti verso costrizione, sofferenza, noia, costrizione, autocastrazione, persone sbagliate o relazioni obbligate. Questo è lo spirito del LC e del Coaching Analitico: spingere verso la progressione.

A volte cerchiamo la realizzazione negli altri, come se noi stessi non ci bastassimo

Questa frase dal film: “Paradiso + Inferno” di Neil Armfield esprime bene il concetto di “sequestro emotivo”, che può derivare da una relazione forte ma anche dalla incapacità di trovare in se elementi sufficienti per vivere e bastare a se stessi, incapace di avere se stessi come punto di partenza:

 

Il mondo era pieno di nuovi concetti stupendi, ma io non riuscivo a pensare, a respirare…

Aspettavo solo che tornasse, perché lei era tutto… Lei era più di tutto per me.

 

Chi si impegna in un viaggio di emancipazione deve anticipare fasi di sofferenza dovute all’introspezione, o al lavoro allenante, fasi in cui troviamo cose nascoste o che non ci piacciono, ma il prezzo da pagare vale lo sforzo.

Nel modello delle Regie di Cambiamento, sviluppato nella apposita pubblicazione, ho già potuto evidenziare che un viaggio di cambiamento positivo ha almeno tre sfide sottostanti:

(1) il costo del ripulirsi, disimparare, del rimuovere cose vecchie, abitudini sbagliate, persone, pensieri, trascinamenti di un passato con il quale vogliamo tagliare;

(2) la ricerca dei propri valori forti, lo spirito, ciò che non vogliamo abbandonare di noi stessi e funge da ancoraggio (grounding), e

(3) accettare il costo di apprendere qualcosa di nuovo, imparare, capire che non siamo mai arrivati e possiamo sempre apprendere qualcosa da qualcuno, sia esso un libro, un maestro, un’esperienza, un dettaglio o una grande scoperta, anche dalla persona più umile.

Questo meccanismo non è indolore, ma fa bene. Come evidenzia Coelho:

 

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatrici

come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù.

L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso…

anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.

 

Paulo Coelho – Lo Zahir

 

I combattenti, i fighter del ring e della vita sanno che ogni competizione sarà prima di tutto con e contro se stessi, e che non è indolore, ma esiste un payback, un premio, non se ne esce mai indenni ma sempre con qualcosa di più, e i lividi e cicatrici sono medaglie. Lottare per cause positive… fa bene.

Anzichè starsene pigramente adagiati ad osservare le persone esercitarsi, entrare e uscire, anzichè essere spettatori ignari delle loro vite, i LC prendono in carico un brano esistenziale del cliente e catalizzano le sue energie verso nuove mete importanti, esistenziali (prima di tutto) e fisiche.

Evitare la ricerca del percorso è stare al palo, accettare una sfida per crescere se stessi e gli altri è invece spirito umano nobile, allo stato puro.

Lo spirito di questa affermazione è recuperabile con sintesi eccezionale in una frase letta all’ingresso di una umile palestra di boxe, una frase che vorrei condividere con chi legge… per lottare assieme nella vita:

 

Se vuoi sapere chi sei… combatti.

Aiutiamo i nostri clienti nella loro battaglia per una vita più piena, nella lotta per il loro potenziale nascosto, per ciò che non sanno nemmeno di poter essere, per una battaglia che non sanno nemmeno di dovere o poter combattere. Se scopriranno di essere combattenti, di poter vivere pienamente anziché rantolare nella stasi, potranno iscriversi in settembre con un programma per arrivare a giugno dell’anno dopo come vogliono o sognano di essere, e probabilmente rimarranno in palestra anche in luglio e faranno sporto anche in vacanza dove si trovano, e le loro energie esploderanno, cambieranno diverse discipline, faranno vita di club, avranno una visione di se stessi diversa, saranno in costante ricerca di nuovi stimoli, diventeranno appassionati, e avremmo fatto loro un dono enorme: la passione per ciò che possono essere. Noi (il club) saremo il loro riferimento. Noi, saremo al loro fianco. Noi saremo importanti per loro. Diamo un senso forte e profondo a ciò che facciamo, e ne saremo ripagati ampiamente.

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Copyright Dott. Daniele Trevisani http://www.studiotrevisani.it

Formatore Senior, consulente, Coach, Master of Arts in Communication alla University of Florida (USA). È titolare dell’omonimo studio http://www.studiotrevisani.it ed è tra i principali protagonisti della ricerca sul Potenziale Umano. È inoltre esperto in tecniche di coaching e di formazione per la leadership e gli sport di combattimento, fitness e wellness. È stato docente a contratto del corso di Teorie e Tecniche della Formazione della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, ed inoltre Mental Trainer in settori agonistici di sport di squadra e arti marziali, istruttore di fitness e direttore di club sportivi. Opera come coach e dirige le attività di formazione formatori e formazione e certificazione di coach nella Scuola di Coaching STEP.

[1] In altre parole, la declinazione della sigla HPM può riguardare sia il tema del dare impulso e forma (Modeling) al potenziale non competitivo della persone (Human Potential Modeling), sia il lato competitivo, la prestazione, il fronte agonistico (Human Performance Modeling).

[2] Howell, William S. (1982). The empathic communicator. University of Minnesota: Wadsworth Publishing Company.

Dai testi: “Self Power” e Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli Editore

Quando una competizione è sana e gli avversari diventano utili. Intervista a Daniele Trevisani Corriere della Sera

Stralcio Intervista di Elvira Serra a Daniele Trevisani Corriere della Sera del 31–01-2017 p. 25, articolo “L’Importanza del rivale”, sul tema performance, competizione sana e avversari utili

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Il tema dell’intervista e un approfondimento estratto dal volume Self Power

image027© Copyright Daniele Trevisani e Fanco Angeli editore

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Troppo spesso le performance sono confuse con atti puramente muscolari e con azioni di brevissima durata. Nella visione olistica (dal greco olos: il “tutto”), le performance devono essere viste come atti soprattutto mentali, e, per quanto riguarda la durata, comprendere (1) il lavoro sulla continuità, (2) lo scopo, la misura di quanto esso sia nobile.

La visione olistica delle performance non si limita a cronometrare risultati o misurare quanti soldi entrano nel breve termine. Si chiede se stiamo lavorando a costruire un mondo migliore, produrre le condizioni per ottenere risultati che durino, se stiamo lavorando sulle persone che li dovranno produrre, se ci stiamo preparando, se crediamo in quello che facciamo, e se quello che facciamo ha senso.

Ti parla della vita come di una serie di opportunità da cogliere e persino da costruire, con le tue mani, con  la tua volontà, da spirito libero.

Strade a volte non facili, diverse da quelle che propongono i mass media e la massificazione del pensiero. Sentieri nuovi, ma, prima o poi, dobbiamo farlo.

E tutto questo ha a che fare assolutamente con l’orgoglio che possiamo avere verso noi stessi nel momento in cui ci guarderemo indietro alla fine della vita.

« Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire,

così una vita bene usata dà lieto morire. »
Leonardo da Vinci

Quali sono alcuni indicatori materiali (fisici, tangibili), che possono indicare un senso di miglioramento o progresso, una direzione di crescita nel tuo lavoro o nella tua vita?

Quali sono alcuni indicatori immateriali (spirituali, emotivi, intangibili), che possono indicare un senso di miglioramento o progresso nel tuo lavoro o nella tua vita?

Occorre fare una sana e costante manutenzione a questi aspetti esistenziali anche quando tutto sembra andare bene. Anzi, è proprio quando le cose vanno bene che i processi di potenziamento delle energie possono avere meno freni e costituire le basi per un futuro di progressi.

Principio 7 – Immagine di sé ed energie mentali

Le energie mentali aumentano quando:

  • si accresce il grado di auto-accettazione sia attuale che nella storia personale, e questa viene utilizzata come punto di partenza per una crescita successiva;
  • viene ricercata e raggiunta una identità ed un ruolo positivo per la propria possibilità di espressione, per i valori e ideali personali, si mettono in moto tentativi di cambiare in meglio e si supera la fase di stallo. Il solo fatto di avere iniziato un percorso e non essere più “fermi” è generatore di energie.
  • aumenta la chiarezza sui ruoli multipli compresenti, e diventa possibile imparare ad integrarli senza dissonanze irrisolte; riusciamo a capire e assimilare un nostro “sé superiore” che fa da guida e integra i nostri vari modi di essere.
  • l’individuo sa distinguere i confini dei ruoli e sa gestire le energie e tempi da dedicare ai diversi ruoli; non vive più in multitasking ma gioisce di ogni esperienza vivendola nel momento, desiderando di essere li e non altrove, senza sensi di colpa per quanto di altro non si sta facendo in quel momento.
  • le immagini del Sé ideale o Sé aspirazionale sono maggiormente frutto di autodeterminazione e libero arbitrio, con minore dipendenza da schemi esterni; vogliamo diventare qualcuno o qualcosa che sia frutto di una nostra elaborazione libera e autonoma e non copiata da modelli esterni di plastica o di massa;
  • l’individuo sa trovare aree per la propria espressione. Abbiamo chiaro cosa significa per noi esprimerci e non ci vergogniamo di pensare e di fare ciò che per noi è esprimerci veramente.
  • aumentano le capacità assertive per costruire e negoziare i tratti del ruolo con le controparti, per interagire senza subire, impariamo a non vivere come permanente situazioni che non sentiamo nostre e ci adoperiamo per cambiarle, diventiamo più capaci nel dire no a stati che siano per noi “tossici” e a creare condizioni in cui ci sentiamo vivi e liberi;
  • l’individuo affronta il problema della chiarificazione del proprio ruolo, e ricorre a supporti adeguati (condivisione, coaching, counseling, consulenza, terapia, dialogo profondo). Nel momento stesso in cui hai qualcuno con cui confrontarti non sei più da solo, hai smesso di stagnare nella ruminazione mentale e nella stasi quando si possono cercare soluzioni. E i momenti e situazioni di apertura e confronto possono essere multipli con effetti moltiplicatori. Seminari, corsi, coaching, terapia, ed ogni via di accrescimento interiore vanno provate e percorse. Non rinunciare mai alla tua capacità di giudizio, cerca alternative se i momenti di confronto o le persone con cui ti consulti non ti stanno dando quanto cerchi, cambiali.

Le energie mentali diminuiscono o si esauriscono quando:

  • l’individuo non accetta l’immagine di uno o più dei suoi Sé passati, non riesce ad accettarsi ed integrare eventi del passato nella sua identità attuale;
  • l’individuo non accetta la sua identità e ruolo attuale, e non fa niente per cambiare;
  • l’individuo non ha chiarito a se stesso le sue diverse identità e ruoli coesistenti (pluralità dei sistemi di appartenenza dell’attore sociale, ruoli multipli), e manca un “sé superiore[1]” in grado di unificare la nostra identità;
  • l’individuo possiede immagini di sè stesso multiple e tra di loro incompatibili, dissonanti, alimentando una lotta interiore tra le nostre diverse anime, che non riescono ad integrarsi (fratture della personalità);
  • manca la capacità di fissare confini chiari nella gestione delle energie e tempi da dedicare ai diversi ruoli, vorremmo essere sempre li ma anche altrove, fare una cosa ma anche l’altra;
  • le immagini del Sé ideale sono stereotipate e mal ancorate alla realtà;
  • l’individuo non cerca o non sa dove trovare aree per la propria espressione personale, non abbiamo chiaro cosa significa per noi esprimerci veramente;
  • mancano capacità assertive per costruire e negoziare con le controparti, si subiscono ripetutamente aspetti di ruolo che non si sentono propri senza riuscire a negoziarli, non riusciamo ad vivere secondo il nostro modo di essere;
  • la chiarificazione del proprio ruolo è posticipata troppo a lungo, o mancano supporti adeguati (mancanza di condivisione, di coaching, counseling, consulenza, dialogo profondo).

Quali sono alcuni cose di te e della tua vita che vorresti affrontare o migliorare? Cosa succede se non vengono affrontate?

[1] Per approfondire il concetto di “Sè superiore” si rimanda agli studi del precursore del concetto, di Roberto Assagioli, psicoterapeuta italiano che ha operato prevalentemente negli USA, autore della metodologia denominata “Psicosintesi”. In particolare in italiano i testi di riferimento sono: R. Assagioli, Psicosintesi: per l’armonia della vita, Roma 1999 (Ed. Astrolabio), R. Assagioli, Principi e metodi della Psicosintesi terapeutica, Roma 1973 (Ed. Astrolabio), R. Assagioli, L’atto di volontà, Roma 1977 (Ed. Astrolabio).

© Copyright Daniele Trevisani e Fanco Angeli editore

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Daniele Trevisani. Flash-video, 30 secondi, su ascolto attivo e ascolto distratto

Daniele Trevisani. Video Flash di 30 secondi, su ascolto attivo e ascolto distratto, con un esempio di ascolto a tratti tipico dell’era digitale.

Nella vita quotidiana emerge con sempre maggiore forza una modalità di ascolto distratto, o “a tratti”, in cui manca la presenza mentale, l’attenzione, una modalità di ascolto in cui non solo si perdono i “dati”, ma soprattutto si perdono le connessioni emotive con le persone.

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Video-Concetti di Coaching e Counseling. Amore per… un progetto, un’idea, un concetto, per gli altri, e per se stessi

Amore per il Coaching, il Counseling, la Formazione, la crescita delle Persone

Concetti Master in Coaching, Concetti di Counseling, Concetti sul Potenziale Umano. Sviluppo personale, leadership, crescita personale, sviluppo organizzativo e risorse umane. Le performance più profonde richiedono amore e passione. Questo sia nel business, nello sport, nella vita.

di Daniele Trevisani, http://www.studiotrevisani.it

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Video-Concetti di Coaching e Counseling. Archetipi: fare pulizia mentale nei modelli di riferimento

 

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Guardare indientro per ripartire e andare avanti

romansoldiers

Copyright Daniele Trevisani. Anteprima dal libro in lavorazione. Per ricevere notizie aggiornate sull’uscita e nuovi articoli, iscriversi alla rivista online Communication Research, da questo url http://eepurl.com/b727Pv

Nel Colosseo dell’antica Roma, la vita non era solo un gioco, lo era forse per chi guardava. Per chi agiva era reale, questa poteva finire in pochi secondi durante una battaglia, o portare gli schiavi alla libertà.

Sembrano millenni. Ma molto meno di cento anni fa, gli Italiani morivano sulle montagne del Nordest per difendere il confine dagli Austriaci. La loro vita era l’ultima barriera per il saccheggio del nostro Paese e l’invasione. E l’anno offerta a noi che ora siamo qui senza pensarci nè ringraziarli.

Siamo tutti ancora in un grande Colosseo. Al posto di spade e pugnali, abbiamo la mente e la parola. I nostri nemici: bugie, falsità, ignoranza, prepotenza. Come nostri più potenti strumenti, e come ogni lottatore, è bene imparare ad usare queste armi e capire verso chi usarle veramente.

Dobbiamo lottare attivamente e non arrenderci perchè i nemici contro cui lottare sono tanti: fame dei bambini del terzo mondo, apatia occidentale, perdita di coraggio, perdita di obiettivi, sfruttamento, abbruttimento dell’essere umano, degrado dell’ambiente, perdita del lato umano e nobile della vita.

Possiamo rendere vero il futuro nel quale ci sposteremo nel pianeta liberamente, con nuovi mezzi di trasporto. Il futuro in cui l’energia sia libera e l’informazione vera. Il futuro in cui ogni luogo del mondo sia visitabile senza mine e senza paure. In cui ogni uomo del mondo sia fratello di ogni altro uomo del mondo. Dobbiamo conquistare la nostra libertà e batterci per i nostri sogni. E lottare perchè i nostri figli ne possano avere.

Non arriveranno da soli, per magia. Dobbiamo capire che la nostra battaglia per la libertà oggi è ancora più che mai reale. La libertà di pensare, di essere, riappropriarsi del piacere di ricercare, di costruire un nostro sogno, di pensare da uomini liberi.

Gli antichi Romani professavano l’unità di mente e corpo: “mens sana in corpore sano” in Latino, era una frase tipica. Costruivano le Terme per recuperare le energie e allo stesso tempo portavano avanti progetti colossali. Forse è il caso di guardare indietro… per poi tornare a guardare avanti.

Chi era quel bambino che giocava libero in un parco senza pensieri? Chi era quello che sognava il futuro con gli occhi spalancati. Torniamo indietro e riprendiamoci quegli atteggiamenti di speranza verso il futuro e sicurezza in chi siamo, ogni paura appresa si può disapprendere. Guardiamo indietro a quei soldati che combattevano nelle montagne per le vite delle loro famiglie, i nostri problemi ci sembreranno diversi. E cercheremo un futuro diverso.

Daniele Trevisani

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