“Un’altra formazione” è possibile, tributo ad Armando Marchi
Chi scrive è Daniele Trevisani.
Ho conosciuto Armando Marchi, Direttore del Barilla Lab (Centro di Innovazione Manageriale Avanzata di Barilla), un vero e raro esempio di centro di eccellenza in Italia per la crescita della cultura manageriale, un esempio per tante aziende e una ispirazione. Ma perchè ve lo racconto? State a sentire…
Per qualche anno abbiamo insegnato nello stesso Master, la zona culturale era quella del Centro di Studi Semiotici e Cognitivi dell’Università di San Marino, nel Master in Comunicazione Professionale.
Parlando a tavola di varie cose, di sera, al ristorante del Grand Hotel, di inverno, soli come i cani, le cose vengono fuori… allora avevamo capito di avere idee molto simili su un punto: la formazione come la si fa ora è sbagliata… le assurdità che oggi passano come formazione, cialtronerie senza senso, condotte da pagliacci formativi, buffoni, fanno ribrezzo… e finiscono per confondere la formazione esperienziale buona con le pagliacciate… e dall’altra parte ci sono i docenti pallosi, universitari, che teorizzano di cose che non conoscono… osano parlare di vendita senza aver mai venduto niente nella vita…
… per non parlare delle società di consulenza internazionali che portano in azienda virus mentali, mode destinate a fallire (il management in un minuto, la assurda necessità di classificare tutto), concetti assurdi… pensavamo… serviva invece cercare di far ragionare le persone…
… i formatori sono persone che “formano”, dei costruttori, dei pedagogisti, degli umanisti, devono farsi carico di una Regia di Formazione… di un fine nobile… ma alcuni non lo fanno per niente…
…
Sciorinano abbuffate di powerpoint, altri si lanciano nell’outdoor e portano le persone come idioti ad arrampicarsi su funi senza nessuna connessione con qualche obiettivo formativo, convention aziendali, gente che fa spettacolo e li chiama corsi, imbecilli che cantano “we are the champions”, gente con le bretelle e un microfono che si agita su un palco mentre la gente guarda e ascolta cazzate senza nemmeno accorgersi che è tutta una grande presa in giro…
… poi le camminate sul fuoco… – tutto pur di evitare di fare formazione vera… eravamo un pò stufi di questa presa per il culo… ma soprattutto stufi di vedere che nelle aziende non si compra formazione buona, si comprano ore… invece di avere un team di consulenti e formatori seri, si va a puttane ogni tanto, tanto per svuotare… se avanzano soldi a fine anno… chiedete alle aziende quanto è il budget per la formazione annuale in %, chiedete di vedere il loro piano formativo annuale… provate…
.. allora il corso diventa una specie di benefit vacanziero, se va bene, non un momento chiave di acquisizione di risorse che sono utile per le sfide chiave (modello key learning / e key-challenges)… e allora, dicevamo… servono nuove competenze a chi gestisce le aziende, per capire chi sono i formatori seri e quali sono invece gli imbecilli… un dramma…
… cerchiamo di capire cosa vuol dire fare vera formazione. Nel convegno stupendo, memorabile, sul Capitale Umano e Intellettuale d’Impresa (“Intellectual and Human Capital – The Accounting of Innovation“, Barilla LAB Auditorium, a Parma, nell’aprile 2007), cui ho avuto l’onore di partecipare, ha tracciato le linee per un futuro diverso… ha messo insieme persone e idee che possono cambiare le imprese per i prossimi 50 anni…
… ho avuto la gioia e l’onore di stargli a fianco diverse volte durante la preparazione del convegno, nel suo ufficio… l’onore di di condividere con Armando alcune sue idee, alcuni momenti di progettazione su nuovi programmi da inserire nel catalogo del Lab… poi parlavamo del mio libro che stava uscendo, e abbiamo capito di avere trovato una strada comune… ci siamo visti molte volte… abbiamo bevuto assieme lambrusco a Parma mangiando tortelli (o come si chiamano), parlando di come sia difficile oggi trovare persone vere in azienda, e non maschere professionali… chiedendoci come poter portare le persone a pensare, a riflettere, ad emanciparsi dagli stereotipi e dalle falsità, ad essere uomini veri e donne vere, persone vere prima di tutto, e non maschere.
Lui lavorava per costruire un nuovo futuro. Nel mio libro “Regie di Cambiamento” (uscito nel 2007), ci ha fatto – e mi ha fatto – un regalo, una stupenda e ricca prefazione, di quelle che valgono più del libro stesso… è stato un suo regalo a me e a tutti quelli che si occupano di azienda, di management, di formazione e risorse umane, di impresa e cultura aziendale. L’ha scritto d’estate, durante le vacanze, gratis, per tutti.
Poche volte ho visto in un numero esiguo di pagine un tale concentrato di lucidità, saggezza e umanità… un distillato che poche persone in Italia hanno saputo esprimere così chiaramente, nel campo della cultura della formazione aziendale… io non ne sarei mai stato capace…
…purtroppo Armando ci ha lasciato…non era giusto… non voglio azzardare commenti su cose che non so, ma ho capito subito quanto fosse alto il suo stress nel suo impegno per condurre quella battaglia sulla formazione… e quando si è in battaglia bisogna curare il proprio corpo come una macchina da guerra…
… e qui veniamo ad un punto doloroso… per curare il corpo serve una cultura del corpo (non cofondiamola con l’estetica, parliamo della coscienza del corpo)…
…purtroppo la maledetta cultura degli intellettualoidi fighetti di sinistra che ha cresciuto me e lui, nell’Università di Bologna, a Lettere e Filosofia, lo aveva permeato da ragazzo… allora chi faceva palestra era considerato un fascista….
…era più di moda occupare il DAMS… dove ero io, maledetta cultura ipocrita… falsa e bugiarda… io ero un pò più giovane ed ero riuscito a riconoscere questo virus maledetto, a emanciparmi… a capire che non sei per forza un nazista se fai palestra… e per ribellione ho deciso di fare boxe e Thay Boxe… anche proprio per inorridire gli intellettualoidi… la controcultura si fa anche così… ne parlavamo, di queste cose, lo stupivano, si stava rendendo conto ma forse era già tardi…
… in ogni caso, il suo contributo è potente, di una attualità straordinaria che non ha tempo o confini, e deve prima o poi entrare nella storia della letteratura sulla formazione in Italia, anche se si tratta di un articolo di poche pagine: ci parla della differenziazione tra il modello anglosassone di Training che genera le persone-automi lobotomizzate, e una proposta diversa e alternativa (Bildung)… questo contributo non può e non deve andare dimenticato.
Ho un sito dedicato al volume cui lavoravamo assieme – il suo ultimo scritto è li.http://www.studiotrevisani.it/hpm1/ – da scaricare in pdf, gratis.
Vorrei che tutti possano riflettere su queste poche pagine così piene di saggezza, umiltà, ma anche coraggio, orgoglio, spirito umanistico, quello che serve oggi nelle nostre aziende.
Il pdf è li, per chi vuole, scaricatelo e basta, leggetelo, e chiedetevi cosa significa per voi… forse troverete delle risposte a dubbi, o forse ve ne aprirà… in ogni caso vi farà pensare, ed è questo ciò che conta. Grazie Armando… spero ti faccia felice… non lo so, se sbaglio scusa, se ho fatto bene ce lo diremo più avanti…
Grazie ancora
Daniele
Cercando materiale per la tesi di laurea mi sono imbattuta nel suo sito e la ringrazio per le parole che ha dedicato a mio padre; mi fa sempre piacere vedere come i suoi “compagni di idee” hanno apprezzato il suo lavoro, e ne fa anche a lui.
Clementina Marchi
Da: clementina marchi su 31 Agosto 2009
alle 1:53 pm
Grazie Clementina, il tuo messaggio mi conforta, sono davvero arrabbiato e persino confuso, faccio fatica a capire, ci penso molto spesso…. dire che non è giusto non è abbastanza, sono arrabbiato perchè chi fa del bene come tuo padre si trova spesso da solo, ci dicevamo… a volte uno si chiede se è lui storto o le cose che gli stanno dattorno, pare di essere gli unici a vedere le cose in un certo modo, ad avere noia delle falsità… era un male comune di cui parlavamo, sentendoci un pò meno soli e confusi per qualche istante…
Armando mi aveva dato un documento che temo di essere l’unico ad avere (ma spero di no), con una raccolta di tutti i suoi scritti, compresa la prefazione al mio libro, ma ce ne erano molti altri (in tutto sono 114 pagine)… spero che sia riuscito a diffonderla ma non so con certezza se ci sia riuscito. è un documento che considero riservato e non l’ho mai dato a nessuno, vorrei dartelo se ti farà piacere… i miei contatti sono visibili dal sito http://www.danieletrevisani.it – la mail è ben visibile – aspetto con felicità la possibilità di darti quel documento che non voglio stia fermo nel mio pc perchè le idee che contiene vanno assolutamente divulgate
un caro saluto Daniele Trevisani
Da: studiotrevisani su 31 Agosto 2009
alle 3:11 pm